La fine di qualcosa è solo l’inizio di un’altra.

In fisica si descrive l’interazione come il risultato che ogni reciproca azione fra particelle, corpi o sistemi, porta ad una modifica del loro stato e della loro energia. Questo è stato lo stimolo per cui si è pensato di battezzare il nostro progetto con la parola InterAction. Un crogiolo di idee, competenze, esperienze e sogni che si mischiavano, contaminandosi a vicenda, in modo perpetuo e costante.

Ma, mai avremmo pensato che dovessimo mettere in conto qualcosa che nessuno di noi aveva mai vissuto: la pandemia. Qualcosa che avevamo soltanto letto nei libri di scuola, che qualche nonno ci aveva raccontato ma che rimaneva lontano dalle nostre previsioni.

Una sfida nella sfida. Sì, perché InterAction era una sfida già vinta all’avvio dove, un gruppo eterogeneo di partner, diversi tra loro per competenze e dimensioni, risultavano accomunati da qualcosa che ci piace definire umanità. Si vedeva, si respirava già nei primi incontri di co-progettazione dove, valutando i fabbisogni, si verificano le competenze e le aspettative che ogni soggetto coinvolto auspicava di ottenere. Emergeva sensibilità, che si intersecava tra loro, generando empatia e dinamicità che puntavano all’obiettivo primario di favorire il benessere complessivo della persona attraverso attività volte a contrastare la povertà educativa e culturale con il coinvolgimento di tutta la comunità educante del territorio, partendo dall’acquisizione di competenze per contrastare la dispersione scolastica.

E quella sensibilità che si percepiva, fu il collante che ci ha permesso di affrontare il momento pandemico con forza, determinazione, senza perdersi d’animo. Amplificando le azioni, convertendole in qualcosa di diverso ma per raggiungere e, in molti casi, superare gli obiettivi prefissi.

Oltre 25.000 ore di lavoro, con il coinvolgimento di circa 180 operatori, tra personale scolastico, psicologi, educatori, facilitatori, animatori ed un bacino di oltre 2.000 destinatari di cui il 70% minori di età compresa tra 11 e 17 anni, in prevalenza ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado, con particolare attenzione all’inclusione di chi vive in situazione di povertà economica e sociale, nonché con Dsa e Bes. Questi i numeri record del progetto “InterAction. Aumentare le competenze per combattere la dispersione scolastica”, sostenuto da Impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Bando Adolescenza del 2016, afferente al Fondo per il Contrasto alla povertà educativa minorile.

Le attività si sono svolte a partire da ottobre 2018 in tutto il territorio palermitano e si sono articolate in un centinaio di laboratori per il potenziamento di competenze, attività ricreative, sportive e culturali, iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione su tematiche educative, oltre alla riqualificazione di tre biblioteche scolastiche (presso l’IC Florio San Lorenzo, l’IC Maneri Ingrassia Don Milani e l’IIS Einaudi Pareto), l’attivazione di un forno scolastico di natura inclusiva e l’istituzione di una Consulta Educativa Intergenerazionale di Comunità.

La costante collaborazione tra i partner ha dato modo di adattare costantemente le attività in funzione di nuove esigenze, nate in seguito alla pandemia da Covid 19, consentendo di raggiungere soprattutto i più svantaggiati, offrendo numerose opportunità per superare insieme i momenti difficili. Quando le attività non si potevano svolgere nelle scuole, venivano in soccorso i centri aggregativi territoriali e, nei periodi di lockdown, attraverso l’ausilio del web.

Alla realizzazione del progetto, oltre a People Help the People, soggetto responsabile, hanno contribuito infatti 14 enti del Terzo Settore (Centro Sociale San Francesco Saverio, Ass. DieSseA, Collegio Universitario ARCES, AUSER Provincia di Palermo, Università Popolare Leonardo Da Vinci, Ass. Fiocco Verde, Ass. Federico II, Ass. Volta la Carta, Parsifal Soc. Coop. Sociale, No Colors Soc. Coop. Sociale, Argonauti Soc. Coop. Sociale, APS Kala Onlus, Ass. Tour and Bike, Ass. A.Ge. Provincia di Palermo), 8 scuole (I.I.S. Einaudi – Pareto, I.I.S. Marco Polo, I.C.S. Silvio Boccone, I.C. Florio San Lorenzo, I.C.S. Renato Guttuso, I.C. Maneri -Ingrassia- Don Milani, SMS Raimondo Franchetti, CPIA PALERMO 1), l’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento SEAS e il Comune di Palermo con il Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Cosa ci lascia InterAction? L’attivazione di una comunità educante vera, umanamente sincera e professionalmente qualificata. Ricca di esperienze e competenze che ha profuso un impegno costante, votato all’inclusione per combattere la dispersione scolastica ma che ci ha lanciato una nuova sfida: la partecipazione dell’adulto nelle azioni che vedono coinvolti i propri figli.

Il progetto è terminato il 31 luglio 2022, InterAction continuerà a vivere perché, parafrasando un noto scrittore, di certi progetti ci piace il futuro che ci resta addosso.

Giuseppe Labita, coordinatore del progetto

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